Acque trentine

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  • 13/09/2020
  • Antonio Corte
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Le 7:30 precise quando il motore del Caddy inizia a girare, ingresso autostrada poi direzione ovest. Dopo 130 chilometri esco a Rovereto sud percorro il passo S. Giovanni ed arrivo a Nago, punto di partenza del viaggio odierno.

Ho trovato un bel parcheggio vicino alle scuole elementari proprio a fianco della ciclabile che da Mori porta a Nago, pista molto bella che consiglio di fare a tutti. Tutto pronto, traccia partita con l’orologio che indica le 9:15, giornata splendida, temperatura gradevole ed inizio a pedalare passando per il paesino di Nago un borgo molto bello con le stradine strette in pavé.

Torbole, Riva del Garda poi fra ciclabile e viuzze arrivo all’inizio della prima salita, strada molto bella, larga, bel panorama e tante, tante biciclette che seguono direzione Tenno. Il lago di Tenno, a quota 600 metri è il secondo lago dopo il Garda dei nove bacini trentini che oggi vedrò. A Tenno non c’è solo il lago ma anche uno dei borghi medievali più antichi d’Italia, purtroppo il tempo oggi è tiranno e spostarmi dalla traccia segnata per entrare nel paesino o meglio nei vicoli di Canale Tenno non mi è proprio possibile.

Sono arrivato al passo del Balino con i suoi 800 metri ed inizio la discesa, strada senza traffico ben asfaltata che mi porta a rilassarmi e lasciare per un attimo il controllo della traccia passando oltre la deviazione che dovevo prendere a destra, tornato in traccia e lasciando la statale 421 scendo nel paesino di Dasindo per poi andare a pedalare fra i meleti su una stradina agricola stretta ma ben asfaltata che mi porta fino a Ponte Arche.

Dorsino, dopo 38 chilometri giro a destra entro in paese e percorro la carreggiata con indicazione località Bedon, bellissima discesa su una stretta via immersa nei boschi che mi porta a Moline di Deggia, un ponte romano che passa sopra al ruscello, vecchie case ed una salita strettissima di un chilometro pavimentata in ciottoli che corre sotto le fronde dei faggi con pendenze che arrivano fino al 16%, fantastico, sembra di essere tornati molti secoli addietro in una strada dove i carri agricoli trainati da buoi e guidati da contadini al mattino partivano per andare a lavorare le terre di sotto monte. Alla fine della salita, prima di uscire in statale e correre a fianco del lago Nembia posso vedere il Santuario della Beata Maria di Caravaggio, piccola e bella chiesetta immersa fra le montagne trentine. Per percorrere questo piccolo stralcio di paradiso consiglio di utilizzare una bicicletta gravel o una bike da cicloturista.

Lago Nembia, piccolissimo specchio d’acqua limpida dove con una bicicletta adeguata si può percorrere tutto il giro completo, oggi per motivi di tempistica tengo l’asfalto, ammiro così il lago da bordo strada. Arrivo in un attimo al lago di Molveno che vado ad affiancare per tutta la sua lunghezza arrivando al paese che dà il nome al lago stesso. Molveno è una bella località situata all’interno di una maestosa cornice naturale composta dalla catena montuosa del Gruppo del Brenta, dal massiccio del Monte Gazza e della Paganella. Il Lago di Molveno è un lago alpino di origine naturale proclamato lago più bello e più pulito d’Italia da Legambiente per la qualità dell’acqua, della spiaggia e dei servizi.

Lago di Molveno

Pedalo in salita verso Andalo dove trovo il quarto lago che però non visito, la mia strada arrivato al paese mi fa girare a destra con destinazione Fai della Paganella. Dopo aver toccato il punto più elevato della giornata con 1160 di dsl inizio la discesa passando per Fai, la strada diritta mi fa scendere molto veloce e in poco tempo arrivo a Mezzolombardo.

Da Mezzolombardo a Trento corro molto spesso sulla ciclabile, strada che prediligo ma che in termini di tempo in certi frangenti va a rallentare notevolmente la corsa allungando troppo la durata di pedalata finale, ecco perché a volte abbandono le ciclabili sostituendole con strade secondarie decisamente più scorrevoli.

Da Trento passando l’Adige inizio la salita verso il Bondone arrivando così a quasi 1000 metri di quota passando per Sardagna e Candriai. La strada in discesa del Pra del Bòer fino a Sopramonte e pedalando nella strada per Sopramonte al contrario arrivo al Lago di Terlago. Due laghi che portano lo stesso nome con una strada nel mezzo che arriva in paese, Terlago appunto.

Sali e scendi collinari di Covelo e Vezzano cosi arrivo ai due laghi vicini tramite una piccola discesa sterrata che si stacca sulla destra della statale, pure questo tratto lo consiglio solamente per chi utilizza una bicicletta adeguata. Il lago di Santa Massenza e lago di Toblino sono due laghi collegati fra loro da un canale con sopra la strada di collegamento fra le due rive, percorro la parte ovest del lago, dalla carreggiata si vede la piccola penisola dove si erge Castel Toblino.

Castel Toblino

Scendo a Sarche dove riprendo la ciclabile che mi porta a Pietramurata paese a nord dell’ultimo lago che vedrò oggi, il lago di Cavedine, questo lo percorro ad est essendo l’unica via asfaltata per arrivare ad Arco. Oramai il viaggio sta per finire, da Arco prendo direzione Bolognano e qui con la SS240dir su una salita veloce di cinque chilometri e 120 metri di dislivello ritorno a Nago.

Una giornata ed una pedalata indimenticabile, un percorso senza pendenze elevate e con altimetrie medie consigliato a tutti. Si può correre questo percorso in bicicletta dalla tarda primavera fino all’inizio d’autunno visto che si corre quasi sempre sotto i 1000 metri di altitudine.

Allego qui un file gpx, per chi viaggia con una gravel o una bicicletta da cicloturista e qui un file gpx per chi invece utilizza una stradale da corsa. Il percorso stradale prevede il passaggio di una galleria lunga 700 metri prima del lago di Molveno pertanto è consigliato l’utilizzo dei fari.

Buona pedalata a tutti