Un ritorno insperato

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  • 28/08/2020
  • Antonio Corte
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Un insperato ritorno al viaggiare in solitaria in bicicletta.

Dopo più di due anni, dove per varie necessità sono stato costretto ad abbandonare le mie pedalate turistiche, oggi 27 agosto 2020 sono tornato in sella per fare un viaggio che avevo mappato nel 2018.

Riprendere dopo il lockdown è stata dura anche perché nel tempo prima del fermo attività non avevo alcun allenamento ed iniziare da zero nel restare in sella per ore non è stato facile. Dopo qualche giro, anche con importante chilometraggio sempre fatto con partenze da casa, oggi ho voluto pedalare una traccia che da tempo avevo voglia di percorrere, vado a correre in terra friulana.

Ancora fa buio quando con l'auto parto da casa per arrivare al punto di inizio corsa che la traccia mi indica, le giornate si sono accorciate di molto, la temperatura di una estate inoltrata è ottimale per pedalare, il percorso autostradale è noioso e lungo con un traffico moderato che mi consente di togliere a tratti lo sguardo dalla carreggiata per assaporare visivamente il sorgere del sole. Il navigatore indica l'arrivo previsto alle ore 7:30, novanta minuti dopo la partenza, parcheggio fronte chiesa libero, la temperatura è buona, il termometro indica 20° e dopo aver scaricato la bicicletta ed essermi vestito da bikeman alle 7:40 si parte da Sedrano, una piccola frazione del comune di San Quirino in provincia di Pordenone dove si può trovare un bar aperto ed anche un piccolo negozio di alimentari gestito da una gentilissima signora.

Primi venti chilometri di pianura pedalando e seguendo le indicazione date dal navigatore che nella segnaletica stradale indicano Spilimbergo, le strade sono dei dritti da paura con poco traffico (giornata non prefestiva ne festiva) che tutto sommato fanno girare e riscaldare bene le gambe ancora intorpidite dal viaggio automobilistico.

Merito della nuova bike assistita che da quest'anno uso, la strada piana la percorro molto velocemente e in poco più di mezz'ora arrivo nella zona collinare di Spilinbergo. un sali e scendi continuo con direzione nord passando per Baseglia, Gaio e Valerian sino ad arrivare a Pinzano Tagliamento. Passo il fiume e così inizio a correre in salita verso la cima del Monte di Ragogna a 512 metri di quota, surreale questa salita, non difficile, pendenza continua dove si corre immersi nel verde e dove non ho incontrato alcun veicolo ne a superarmi e nemmeno scendere al contrario, nemmeno una bicicletta, il nulla assoluto, un silenzio totale rotto solamente dal ronzio del motore della mia bicicletta. La strada costeggia delle gallerie militari e dei vecchi ruderi risalenti alla grande guerra che in queste zone è stata al tempo molto importante. Arrivato alla cima vedo delle scritte a terra ed una bicicletta appesa al muro dipinta di rosa il che dopo essermi documentato leggo che questa salita che stò per discendere era stata la prima delle salite fatte nel giro d'Italia del 2018 tappa poi finita con la scalata dello Zoncolan, attenzione nello scendere, la pendenza varia dal 10% al 16% e la strada e molto tortuosa e stretta fino ad arrivare a Muris.

Continuo nella pedalata seguendo il gps, lascio a destra il paese di Majano e continuo per Tonzolano, Buja, Urbignacco e Artegna, dopo cinque chilometri arrivo a Gemona del Friuli, località incantevole.

Gemona

Ripasso verso ovest il Tagliamento scendo a Braulis ed inizio a percorrere la strada verso sud, al 76° chilometro dalla partenza, oltrepassato il paese di Peonis passo davanti al monumento che costeggia il fiume dedicato ad Ottavio Bottecchia e dopo pochi minuti di pedalata trovo sulla destra il Lago di Cornino, uno specchio d'acqua che a vederlo sembra finto, un quadro creato da un grande pittore dai colori intensi, le tonalità del blu sono molte, dal celeste al turchese al blu più profondo, il Lago di Cornino da anche il nome alla Riserva Naturale Regionale che costeggia ad ovest il Tagliamento.

Direzione est fino al paese di Forgaria del Friuli, scendo tenendo il torrente Arzino sulla mia destra fino al punto di passaggio, il ponte dell'Armistizio, da qui inizio a salire verso la seconda e terza cima di giornata, Clauzetto e Campone quota 670 metri sul mare, questa strada a tratti scavata nella roccia scorre tra i boschi di faggi e castagni passando davanti alle grotte di Pradis, entusiasmante ed impegnativa per le moltissime curve, altrettanto impegnativa la discesa che mi porta al Lago di Tramonti dove alla frazione di Radona mi fermo per la pausa panino con birra, ci voleva proprio.

Lago di Redona

Riparto seguendo la strada verso sud fino a passare il fiume Meduna a Navarons, qui parte la salita numero quattro che mi porterà agli 846 metri slm di Forcella di Pala Barzana, all'inizio della salita ci stà il cartello di chiusura del passo, segnaletica che vado ad ignorare vedendo un ciclista scendere verso di me, nel salire incrocio solamente una moto ed un'altro ciclista, questo mi rassicura sul passaggio del passo. Sulla cima trovo un ostacolo creato con delle barriere artificiali che passo agevolmente con la bike e la cosa non mi dispiace visto che sarebbe stato un dispiacere abbandonare la traccia al 132° chilometro.

La discesa è molto bella, alla fine lascio sulla destra il paese di Andreis e passando per un piccolo Parco Natura arrivo al Lago di Barcis, purtroppo causa lavori il lago è prosciugato quasi nella sua totalità il che non da lustro rispetto alla sua naturale bellezza con il livello dell'acqua normale.

Da Barcis si può scendere per poi risalire (strada chiusa) per la Vecchia Strada della Valcellina. L'ingresso ha un costo di 3 € ma ne vale veramente la pena, pedonabile e ciclabile o trasportati da un trenino si transita su un'opera creata nei primi del "900. Visto l'importanza e la durata del percorso ho preferito non correre in bike questa strada tenendolo valido come percorso gita da fare con la famiglia con camminata lenta e magari passando anche sopra al ponte tibetano lungo 55 metri che troviamo in questa percorso.

Ok, si torna a pedalare, passo il paese di Barcis ed a monte del lago corro sopra la passerella che mi fa iniziare l'ultima e più importante salita del viaggio, si sale verso Piancavallo. Dai 400 metri slm di Barcis devo superare un dislivello di quasi 900 metri per arrivare alla cima di Piancavallo quota 1291 metri. Una strada libera da traffico, pochissime auto e moto, quasi inesistenti, salita molto fluida senza strappi, quindici chilometri non noiosi fino ad arrivare nella piana che trovo in vetta. Alberghi moderni, pochissima gente vestiti di maglioni e giacche, una temperatura che segna 18° ed un cielo che si stava annuvolando, l'impressione è di stare già in pieno autunno. Il centro turistico è bello pulito, ordinato e lo percorro molto lentamente fino all'inizio della discesa.

Piancavallo

Che discesaaaaa, pazzesco, la strada che scende da Piancavallo è larghissima e si possono raggiungere velocità folli, in certi tratti la strada a forma di serpente, non essendoci traffico, la si percorre in linea retta tagliando di netto le curve, alcuni tornanti sono talmente larghi e ben asfaltati che si possono effettuare pieghe e velocità da paura, in questi frangenti l'adrenalina toglie la percezione di pericolo ed a quasi 80 km/h ho iniziato a rallentare gustandomi una visuale della pianura sottostante a dir poco spettacolare.

Finita la discesa finita la corsa, ancora sette chilometri all'arrivo di questo meraviglioso viaggio friulano, arrivo al parcheggio di Sedrano dopo aver pedalato per più di 180 chilometri con un dislivello (Garmin Connect) di 3900 metri, dopo avere caricato la bicicletta vado ad indossare gli abiti civili dismessi al mattino per poi iniziare il tedioso rientro autostradale verso casa.

Consiglio di fare questo percorso verso la tarda primavera o primi giorni d'estate o verso la fine dell'estate, primi giorni d'autunno, tranne la cima di Piancavallo si va a correre sempre su altimetrie non elevate dove nell'estate centrale la calura potrebbe dare noia. Passata Gemona si trovano molte fontane con acqua potabile, importante caricare le borracce prima della salita per Piancavallo. Durante il percorso ho trovato delle interruzioni per lavori stradali con il cartello di divieto, ad oggi si può passare dappertutto senza problemi visto che il divieto riguarda esclusivamente i veicoli e non pedoni e ciclisti.

Un percorso fantastico pedalato in una terra fantastica, il Friuli Venezia Giulia. Allego qui il file .gpx con la traccia completa augurando a tutti voi un buon viaggio in bicicletta.