Le tre valli

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  • 31/07/2018
  • Antonio Corte
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Val Sabbia, Val Trompia e Val Camonica, ho pedalato fino ad arrivare nel punto dove queste tre valli bresciane partono, il Passo Croce Domini.

Dopo avere caricato la bici in macchina e percorso la tratta della A4 verso Milano sono uscito al casello Brescia Ovest e da qui dopo una decina di chilometri sono arrivato al Villaggio Prealpino, non pensate che questo sia un villaggio di montagna ma bensì è un agglomerato di condomini, case e centri commerciali appena sopra Brescia. Dopo aver scaricato la bike, vestito da buon ciclista e sistemato gli accessori ho iniziato il viaggio di oggi, partenza ore 10:00 da un parcheggio di un complesso commerciale ed ho seguito le indicazioni in direzione Nave, ultima località in pianura prima di iniziare a salire seguendo la strada per Idro iniziando così la Val Sabbia. Un percorso collinare con una strada larga e senza traffico che costeggia a destra il Monumento Naturale Altopiano di Cariadeghe dove si va a scollinare a poco meno di 600 metri di quota.

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Altri 25 km. passando per Vestone prima di arrivare a Idro, paese che dà il nome al lago. Arrivato al lago inizio a vedere qualche villeggiante, non molti in riferimento al periodo, molto probabilmente essendo un bacino di bassa quota, circa 400 metri slm la villeggiatura è più favorevole in primavera ed in autunno. Arrivo a poco più di 50 km. dalla partenza e trovo il bivio a sinistra con indicazione Passo Croce Domini, ce ne vorranno altri 26 di chilometri per arrivare alla cima. 

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Il primo paese che trovo è Bagolino, un bellissimo borghetto con stradine in pavé molto strette e dove trovo anche una fontana con acqua fresca perfetta per rifornirmi. Attenzione, poco prima del paese troviamo un bivio che indirizza per Passo Croce Domini, girando a sinistra non si entra a Bagolino e sarebbe un vero peccato. Dopo il paese trovo le indicazioni per un altro passo molto interessante che è il Passo Maniva, questo sarà sicuramente uno dei prossimi percorsi da fare dopo che avrò cambiato coperture alla mia bicicletta visto che su questo percorso ci sono dei tratti di sterrato.

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Tengo la strada ed Inizio a salire con pendenze più impegnative ma sempre ben pedalabili arrivando a quota 1200 metri in Val Dorizzo, salgo ancora e passo gli impianti sciistici del Gaver, località molto frequentata dagli appassionati di sport invernali immersa dentro al Parco naturale dell’Adamello. La strada che sale costantemente è molto bella, non larga e con traffico praticamente inesistente ed è caratterizzata per avere sempre a fianco il corso del fiume Caffaro che nasce molto più a nord dallo Scoglio di Laione e man mano che scende viene alimentato da una miriade di piccoli torrenti per poi gettarsi dentro il lago d’Idro. A Gaver, quota 1500 m. abbandono la compagnia del fiume e la pendenza inizia a salire a tratti anche a doppia cifra, la vegetazione sempre più diradata permette la visione di un panorama surreale, solitario. Pochi incontri durante la salita, un paio di vetture, qualche moto e alcuni ciclisti che facevano il percorso in senso inverso.

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Arrivato al punto più alto di giornata, 1936 metri scendo per un breve tratto sino al Passo Croce Domini che misura 1895. Da questo passo partono le tre valli bresciane, guardando a valle a sinistra la Val Sabbia che ho appena pedalato, centralmente la Val Trompia, da dove sono partito al mattino ed a destra la Val Camonica che percorro iniziando la discesa.

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Da qui solo discesa, a tratti molto impegnativa, 1600 metri di dislivello che mi porteranno a valle passando per Campolaro, Prestine, Bienno fino ad arrivare a Darfo Boario Terme. Da Darfo il lago è vicino, solo 10 km. per arrivare alla sponda nord del Lago d’Iseo in località Pisogne.

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Inizia proprio a Pisogne la pista ciclabile, che tranne brevi tratti, corre proprio a fianco del lago, a volte anche sopra il lago così che la brezza lacustre va ad attenuare la calura che già qui si inizia sentire.

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Toline, Vello, Marone e Sale Marasino che dalla sua riva fino a quella di Sulzano fa vedere la sponda opposta del Monte Isola chiamata anche “la perla del Lago d’Iseo”.

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Dopo Pilzone e prima della località che dà nome al lago, pertanto Iseo, abbandono il lungo lago ed a sinistra inizio a salire prendendo la SP48, percorso collinare molto bello, da Zoadello a Brione corro sempre restando ad una quota fra i 600/700 metri. Da Brione scendo passando per Gussago e Concesio e così arrivando al parcheggio dove al mattino avevo lasciato l’auto il viaggio odierno finisce. Viaggiare in riva ai laghi è sempre appagante come lo è anche salire in quota in solitudine ed in armonia con la natura ascoltando i rumori delle montagne liberi da tutto e da tutti.

Sperando di aver dato notizie utili a chi di interesse auguro buon viaggio a tutti. 

P.S. Potete richiedere la traccia del percorso inviando una mail a info@bikevicenza.it o commentando l'articolo qui sotto.

 

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